Intitoliamo il circolo a Ursula Hirschmann Spinelli

Una donna, una resistente, un’europea vissuta tra Germania e Italia: un esempio e un orizzonte per il nostro circolo.

9 Maggio 2021: oggi ricorrono il centenario della nascita di Sophie Scholl e l’anniversario dell’armistizio delle forze naziste che mise fine alla Seconda Guerra Mondiale nel Vecchio Continente, Non a caso oggi si celebra la Giornata dell’Europa e prende avvio la Conferenza sul Futuro dell’Europa.

In questo giorno così denso di significati volgiamo condividere la scelta di intitolare a una delle madri dell’Europa, Ursula Hirschmann Spinelli, il nostro circolo. Le ragioni della nostra scelta e un ritratto di questa personalità straordinaria si possono leggere in questo nostro articolo, dal titolo Un mese europeo.

Un mese europeo

Dal 1985 il 9 maggio – in ricordo che in quel giorno nel 1950 a Parigi l’allora Ministro degli Esteri francese tenne un discorso sul futuro di un’Europa pacifica attraverso la creazione di un’istituzione sovrastatale che sovraintendesse alla produzione del carbone e dell’acciaio, istituzione che fu poi creata l’anno seguente – è stato scelto come giornata europea. Questo non significa certamente dimenticare il 1. Maggio come festa del lavoro. D’altronde proprio quest’anno il lavoro è strettamente collegato alla ripresa dell’economia dopo la pandemia; questa ripresa, soprattutto in Italia, dipende in gran parte dal successo di un grande progetto europeo come il Next Generation EU.

Il nostro Circolo ha voluto sottolineare la sua forte caratterizzazione europeista decidendo di intitolarsi a una delle Madri d’Europa, Ursula Hirschmann Colorni Spinelli. Abbiamo chiesto al segretario del Circolo, Flavio Venturelli, le ragioni di questa scelta.

Unten folgt die deutsche Übersetzung des Interviews an Flavio Venturelli, Präsident des PD Kreises Karlsruhe über die Benennung des Zirkel an Ursula Hirschmann Colorni Spinelli.

Per quale ragione il Circolo PD di Karlsruhe ha scelto di intitolarsi con il  ricordo di Ursula Hirschmann Colorni Spinelli?

In una delle sue affermazioni più note, Ursula Hirschmann disse: “Non sono italiana benché abbia figli italiani, non sono tedesca benché la Germania una volta fosse la mia patria. E non sono nemmeno ebrea, benché sia un puro caso se non sono stata arrestata e poi bruciata in uno dei forni di qualche campo di sterminio”. Proprio da questo suo essere ‘senza patria’ ella faceva derivare la sua ferma fiducia in una futura Europa unita e federale. Quindi europeista, donna e a cavallo tra cultura tedesca e italiana: risulterebbe così molto difficile poter trovare un’altra figura che possa fungere da ideale punto di riferimento per le attività del nostro Circolo.

Puoi ricordare qualche elemento più significativo della biografia di Ursula Hirschmann, che a tuo avviso può rivestire oggi maggiore interesse, non solo in riferimento alle attività del Circolo?

La biografia di Ursula Hirschmann è molto ricca, ed è intenzione del nostro Circolo affrontarla con più attenzione nei suoi diversi momenti. Intanto – soprattutto qui in Germania – non dobbiamo dimenticare la sua attività politica, che insieme al fratello Albert Otto, destinato a diventare un economista di grande rilievo internazionale, iniziò giovanissima a Berlino all’interno della gioventù socialdemocratica, su posizioni non molto diverse da quelle tenute allora da un giovanissimo Willy Brandt; non dimentichiamo che entrambi erano nati nel 1913 e entrambi dovettero lasciare la Germania nel 1933. Poi evidentemente – soprattutto quest’anno, nella ricorrenza dell’ottantesimo anniversario della redazione del “Manifesto di Ventotene” – non possiamo dimenticare il ruolo che ella ebbe nella stesura e nella diffusione di tale Manifesto e delle idee del federalismo europeo che vi erano esposte; quindi gli anni dal 1939 fino al 1945 rappresentano per noi un motivo di grande interesse, anche se per comprenderli dobbiamo ricordare le tappe non meno importanti di Parigi, Milano e Trieste che precedettero gli incontri di Ventotene.

Il “Manifesto di Ventotene” fu redatto principalmente da Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, in stretta collaborazione con Eugenio Colorni. Pensi che la biografia di Ursula Hirschmann possa essere pensata in modo distinto e separato da quelli dei due uomini, Colorni e Spinelli, con i quali decise di condividere la sua vita?

Questa distinzione certamente non è possibile, anche se la posizione di Ursula nei loro confronti non fu mai subalterna o di semplice sostegno alle loro attività. Intanto è bene ricostruire con attenzione il complesso processo psicologico e esistenziale, che portò lentamente al logoramento di quell’infelice e disperato amore – così lo definì Colorni – che si concluse nella primavera 1943, quando Colorni, con l’aiuto determinante di Ursula, decise di lasciare il confino di Melfi e scelse la lotta clandestina a Roma, dove morì un anno dopo, una settimana prima della liberazione della città da parte dell’esercito statunitense, vittima della famigerata “Banda Kock” della polizia fascista. Ma quell’amore e quel matrimonio, da cui nacquero tre figlie, aveva conosciuto anche momenti di grande felicità, e Ursula amò sinceramente la capacità del marito, che fu un filosofo di grande originalità e un acuto studioso di Leibniz, di portare nella politica tutta la libertà della sua cultura. Così la decisione, nell’autunno del 1943, di iniziare una nuova vita con Altiero Spinelli fu un’esperienza sofferta e lentamente maturata; quella con Altiero, che sposò nel 1945 e dal quale ebbe altre tre figlie, fu non solo una vita interamente spesa insieme, ma anche – come ebbe a dire Ursula – pensata insieme in tutte le diverse fasi che portarono il marito a divenire nel 1970 Commissario Europeo e poi parlamentare, eletto come indipendente nelle liste del PCI prima al Parlamento italiano e poi in quello Europeo, fin dalla costituzione di quest’ultimo nel 1979.

Pensi che vi sia stata una continuità tra le esperienze vissute tra il 1939 e il 1945 e quella che, nel 1975, fu la decisione del tutto autonoma di Ursula Hirschmann di creare la nuova associazione “Femmes pour l’Europe”?

Indubbiamente! Come ho già ricordato, il ruolo di Ursula non fu mai subalterno: partecipò attivamente alle discussioni che portarono alla redazione del “Manifesto di Ventotene”, fu colei che lo portò fuori da Ventotene nascosto nella fodera del suo cappotto, ebbe una funzione determinante nel diffonderlo e nel preparare la prima riunione a Milano nell’agosto 1943 di quello che diventò il Movimento Federalista Europeo. Un ruolo analogo lo svolse per giungere al primo incontro dei movimenti di resistenza europei nel 1944 a Ginevra, dove fu decisa una prima dichiarazione europeista da parte dei movimenti che vi parteciparono, e ancora più deciso fu il suo ruolo per giungere nel marzo 1945 a Parigi a un nuovo importante incontro di questi e altri movimenti. Questa esperienza di organizzazione e ideazione era andata ulteriormente rafforzandosi nei decenni successivi, quindi l’associazione “Femmes pour l’Europe”, che Ursula preparò a lungo e con grande attenzione, intendeva creare un gruppo di pressione femminile per la crescita e lo sviluppo delle istituzioni europee, intanto per giungere alla creazione di un Parlamento Europeo, inteso però solo come primo passo verso un autentico governo federale europeo; quindi la lotta delle donne doveva essere a suo avviso inquadrata nella battaglia più ampia per una vera unificazione europea, in grado di creare una società realmente democratica ed equa nella quale doveva essere garantita una reale e più adeguata partecipazione femminile. Purtroppo nel dicembre 1975, poco dopo il primo grande congresso a Bruxelles dell’associazione, Ursula fu colpita da una grave malattia, con la quale lottò con coraggio e determinazione fino alla sua morte, che avvenne a Roma esattamente trent’anni fa’, nel gennaio 1991.

Warum hat sich der Circolo PD Karlsruhe nach Ursula Hirschmann Colorni Spinelli benannt? 

Eine der bekanntesten Aussagen von Ursula Hirschmann lautete: “Ich bin keine Italienerin, obwohl ich italienische Kinder habe; ich bin keine Deutsche, obwohl Deutschland einst mein Vaterland war. Und ich bin nicht einmal Jüdin, obwohl es ein reiner Zufall ist, dass ich nicht festgenommen und im Ofen eines Vernichtungslagers verbrannt wurde”. Genau aus ihrer Existenz als ‘Vaterlandslose’ bezog sie das feste Vertrauen in ein künftiges geeintes, föderales Europa. Eine überzeugte Europäerin also, eine Frau und eine Person, die in der deutschen und in der italienischen Kultur zu Hause war – es ließe sich kaum eine Figur ausfindig machen, die besser als idealer Bezugspunkt für die Aktivitäten unseres Circolo dienen könnte als sie.

Kannst du einige bedeutende Aspekte der Biografie von Ursula Hirschmann nennen, die deines Erachtens heute, nicht nur in Bezug auf die Aktivitäten des Circolo, von besonderem Interesse sind?

Die Biografie von Ursula Hirschmann ist sehr vielfältig und unser Circolo plant, sich verschiedenen Momenten ihres Lebens vertiefend zuzuwenden. In erster Linie sollte – vor allem hier in Deutschland – ihre politische Aktivität nicht vergessen werden. Zusammen mit ihrem Bruder Albert Otto, der später ein Ökonom von internationalem Ruf wurde, war sie seit sehr jungen Jahren in der Jugendorganisation der Sozialdemokratischen Partei in Berlin aktiv. Die von ihr vertretenen Positionen waren denen des ganz jungen Willy Brandt verwandt, der im selben Jahr geboren wurde wie sie und, genau wie sie, 1933 Deutschland verlassen musste. In zweiter Linie ist – vor allem dieses Jahr, dem 80. Jahrestag der Entstehung des “Manifests von Ventotene” – an die Rolle zu erinnern, die sie bei der Abfassung und Verbreitung dieses Manifests innehatte, ebenso wie an die darin dargelegten Ideen eines europäischen Föderalismus. Die Jahre zwischen 1939 und 1945 sind für uns also besonders interessant, auch wenn die früheren Etappen in Paris, Mailand und Triest, die den Begegnungen in Ventotene vorausgingen, nicht ausgeblendet werden dürfen.

Das “Manifest von Ventotene” wurde hauptsächlich von Altiero Spinelli und Ernesto Rossi, in enger Zusammenarbeit mit Eugenio Colorni, verfasst. Denkst du, dass die Biografie von Ursula Hirschmann gesondert und unabhängig von derjenigen der beiden Männer, mit denen sie ihr Leben geteilt hat, Colorni und Spinelli, betrachtet werden kann?

Eine solche gesonderte Betrachtung ist sicher nicht möglich, obgleich die Stellung von Ursula im Verhältnis zu ihnen nie subaltern war und nie in einer bloßen Unterstützung ihrer Tätigkeiten bestand. Zunächst sollte es darum gehen, den vielschichtigen psychologischen und existenziellen Prozess nachzuvollziehen, der allmählich zum Verfall der unglücklichen und verzweifelten Liebe führte – wie Colorni sie definierte –, die im Frühjahr 1943 ihr Ende fand. Colorni beschloss, entscheidend von Ursula unterstützt, aus der Verbannung in Melfi zu fliehen, und entschied sich für den Untergrundkampf in Rom. Ein Jahr später wurde er Opfer der berüchtigten “Banda Kock” der faschistischen Polizei und starb eine Woche vor der Befreiung der Stadt durch die amerikanischen Truppen. Doch hatten diese Liebe und diese Ehe, aus der drei Töchter hervorgingen, auch sehr glückliche Momente gekannt, und Ursula war eine aufrichtige Bewunderin der Fähigkeit ihres Mannes – ein origineller Philosoph und scharfsinniger Leibniz-Forscher –, die ganze Freiheit seiner Kultur in die Politik hineinzutragen. So war es eine leidvolle und langsam herangereifte Entscheidung, im Herbst 1943 ein neues Leben mit Altiero Spinelli zu beginnen. Das Leben mit Altiero, den sie 1945 heiratete und von dem sie weitere drei Töchter hatte, war nicht nur ein vollkommen gemeinsam verbrachtes, sondern – wie Ursula sagte – auch ein in seinen verschiedenen Phasen von gemeinsamen Überzeugungen und Gedanken getragenes Leben. Diese Phasen führten ihren Mann dazu, 1970 Europakommissar und später Parlamentarier zu werden. Er wurde als Unabhängiger in den Listen der KPI zunächst ins italienische Parlament und dann seit seiner Gründung im Jahr 1979 ins Europaparlament gewählt.

Glaubst du, dass zwischen den Erlebnissen der Jahre 1939 bis 1945 und der gänzlich autonomen Entscheidung von Ursula Hirschmann, 1975 die neue Vereinigung “Femmes pour l’Europe” ins Leben zu rufen, eine Kontinuität besteht?

Ohne Zweifel! Wie gesagt war die Rolle von Ursula nie subaltern. Sie nahm aktiv an den Diskussionen teil, die zur Niederschrift des “Manifests von Ventotene” führten; sie brachte das Manifest, eingenäht ins Futter ihres Mantels, aus Ventotene heraus; bei dessen Verbreitung und bei der Vorbereitung des ersten Treffens des späteren Movimento Federalista Europeo in Mailand im August 1943 spielte sie eine entscheidende Rolle. Eine ähnliche Rolle kam ihr bei der Organisation des ersten Treffens europäischer Widerstandsgruppen 1944 in Genf zu, wo die teilnehmenden Bewegungen eine erste europäische Erklärung beschlossen. Noch bedeutender war ihr Einsatz, um im März 1945 in Paris zu einer weiteren wichtigen Begegnung zwischen diesen und anderen Bewegungen zu gelangen. In den folgenden Jahrzehnten verstärkte sie diese organisatorischen und konzeptionellen Tätigkeiten. Mit der Vereinigung “Femmes pour l’Europe”, die Ursula von langer Hand vorbereitete, wollte sie einen Fraueninteressenverband für die Fortentwicklung der europäischen Institutionen schaffen. Zunächst ging es um die Einrichtung eines Europäischen Parlaments, die jedoch nur als erster Schritt zu einer authentisch föderalen Regierung Europas verstanden wurde. Der Kampf der Frauen sollte in ihren Augen also in den allgemeineren Kampf für eine europäische Einigung eingebettet werden, mit dem Ziel, eine demokratische und gerechte Gesellschaft zu schaffen, in der eine reale, umfassende Beteiligung der Frauen gewährleistet ist. Leider wurde Ursula im Dezember 1975, kurz nach dem ersten großen Kongress der Vereinigung, von einer schweren Krankheit getroffen, gegen die sie mit viel Mut und Entschlossenheit bis zu ihrem Tod angekämpft hat. Sie starb vor genau dreißig Jahren im Januar 1991 in Rom.

Un giornale per Karlsruhe e il suo anniversario: perché ricordarlo?

Il 1. Marzo scorso le “Badische Neueste Nachrichten” – in genere a tutti forse più note come “BNN” – hanno festeggiato il loro 75. anniversario. Qual’è il significato di questo anniversario, non solo per il giornale, ma per la città, il suo territorio circostante e la stessa comunità italiana? Qual’è il ruolo che la stampa locale e regionale svolge in Germania? Quale immagine dell’Italia e delle relazioni tra Italia e Germania può offrire il giornale? 

La redattrice-capo del giornale, Claudia Bockholt, che da pochi mesi ha assunto questo importante incarico nelle “BNN”, ha gentilmente risposto alle nostre domande con grande chiarezza e capacità di sintesi; anche per questo abbiamo deciso di lasciare nell’originale tedesco il testo dell’intervista.

Foto: BNN

Welche Bedeutung kann nach Ihrer Meinung das 75. Jubiläums der BNN haben?

Wir blicken durchaus mit Stolz auf 75 Jahre “Badische Neueste Nachrichten” zurück. Gleichzeitig blicken wir in die Zukunft – und sehen, dass es für den Journalismus viel zu tun gibt. Nie konnten die Menschen so schnell auf so viele Informationen und Nachrichten zugreifen wie heute – auf wahre wie auf falsche. Deshalb ist der Bedarf an geprüften Informationen, das Bedürfnis nach Einordnung, nach Verlässlichkeit und Seriosität bei den Menschen heute vielleicht größer denn je. Die vielen widersprüchlichen Informationen, die im Verlauf der Corona-Pandemie in Umlauf waren, haben das nachdrücklich gezeigt. Leider hat die Pandemie auch aufgezeigt, dass die Gräben in der Gesellschaft tiefer zu werden drohen. Der Ton wird immer rauer, die Polarisierung nimmt zu. Auch hier sehen wir uns in der Pflicht, durch gut recherchierte Texte einen Beitrag zur Versachlichung der öffentlichen Diskurse und damit hoffentlich auch zur Stabilisierung unserer Demokratie zu leisten.     

Kann ein solches Jubiläum neue Perspektive auch für die Zukunft der Zeitung – z. B. im Bereich der Multimedialität, oder um neue Leser zu erreichen – eröffnen?

Wir arbeiten seit einigen Jahren intensiv daran, uns digital aufzustellen und mit unserem Angebot neue Lesergruppen anzusprechen. Im vergangenen Jahr haben wir unsere neue Webseite gelauncht. In diesem Jahr haben wir unser Digital-Angebot “BNN+” auf den Markt gebracht. Wir arbeiten gleichzeitig ständig an der Verbesserung unseres Printprodukts. Wir stehen im Wettbewerb und unsere Leser erwarten zu Recht viel von uns – zu jeder Zeit und auf allen Kanälen.     

Auch auf Grund Ihrer vorherigen Erfahrungen, hat die örtliche und regionale Presse in Deutschland eine stärkere Funktion als in den übrigen europäischen Länder?

Es gibt wohl kaum ein Land mit einer derartigen Pressevielfalt wie in Deutschland: 345 Zeitungen mit einer Gesamtauflage von 15,74 Millionen Exemplaren. Auch bei den überregionalen Publikationen finden Sie ein großes Spektrum. Politisch reicht es von weit links bis weit rechts. Das pauschale Urteil über die vermeintlichen “Mainstream”-Medien in Deutschland stimmt also keinesfalls. Was uns besonders freut: Regionalzeitungen wie die “Badischen Neuesten Nachrichten” genießen unter allen Medien die höchste Glaubwürdigkeit. Wir schneiden sogar noch ein wenig besser ab als die Öffentlich-Rechtlichen. Die große Pressevielfalt und vor allem die publizistische Unabhängigkeit sind in Deutschland sicherlich noch wichtiger als in anderen Ländern Europas. Da steckt uns die bittere Erfahrung des Nationalsozialismus noch in den Knochen. 


Haben Sie eventuell Anregungen oder Vorschläge, um die deutsch-italienischen Beziehungen – vor allem in Süd-Deutschland – zu verbessern oder zu verstärken? Welche Bereiche können nach Ihrer Meinung als strategisch betrachtet werden?

Die deutsch-italienischen Beziehungen haben ja gerade in Süddeutschland ein starkes Fundament. Hier in Karlsruhe blickt man vielleicht noch öfter nach Frankreich, aber insgesamt sind die beiden Nationen einander doch stark verbunden. Die italienische Kultur hatte und hat in Deutschland ihren großen, treuen Fankreis. Im Bereich der Politik gibt es durchaus Erklärungsbedarf. Wir schauen manchmal etwas ratlos nach Rom und auf die deutlich schneller als bei uns wechselnden Regierungen und Bündnisse. Wenn da ab und an jemand über die Alpen käme und uns – bei einem schönen Glas Lugana oder Barbaresco natürlich 😉 – aus eigener, hautnaher Anschauung erzählte, was in Gesellschaft und Politik gerade vor sich geht, wäre das sicherlich ein großer Gewinn.

Europa – ein Versprechen, con la partecipazione di Leoluca Orlando

In occasione della giornata europea, Karlsruhe organizza anche quest’anno un festival europeo, con il titolo “Europa – ein Versprechen”. Il festival viene aperto il 2 maggio, alle ore 18, con una conferenza in streaming di Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo, dedicata al tema delle migrazioni.

Il programma è molto intenso: il 9 maggio ad esempio, in diretta dalla Marktplatz, dalle ore 14 alle 18, è prevista una manifestazione sul tema “Grenzenloses Europa?!”, e sempre nello stesso giorno, alle 16, un interessante dibattito tra esperti sul tema “Europa – Kopf oder Zahl?”. Il programma può essere consultato nel sito: www.europaeische-kulturtage.de Attraverso lo stesso sito si accede alla televisione del festival (EKT-TV), che trasmette tutti gli eventi previsti – dal 2 maggio fino alla chiusura prevista per il 16 maggio. A questa EKT-TV si può anche accedere in facebook e in instagram (facebook.com/EKTKarlsruhe; instagram.com/ekt_karlsruhe); tutte le produzioni digitali sono inoltre accessibili attraverso il sito www.karlsruhe.de/ekt-tv. Come si può vedere, è stato compiuto uno sforzo molto significativo per assicurare la massima partecipazione del pubblico ai numerosi eventi del festival, nonostante l’impossibilità di realizzarli in presenza, come si era desiderato fino a pochi giorni prima dell’inizio 

Il 25 Aprile a Karlsruhe

Secondo quanto annunciato nella precedente newsletter, il Circolo di Karlsruhe ha organizzato un evento online dedicato alla ricorrenza del 25 aprile. Introdotto dai saluti di Flavio Venturelli, Segretario del Circolo di Karlsruhe e di Franco Garippo, Segretario del PD Germania, brillantemente coordinato e presentato da Francesca Califano, l’evento ha visto alternarsi diversi collegamenti – da Karlsruhe, Ettlingen, Kaiserlautern, Bergamo, Bolzano, Milano – che hanno ricordato in modo originale il significato della liberazione dal fascismo e dall’occupazione tedesca in Italia.

Di grande importanza è stato creare un ponte ideale tra le “culture della memoria” italiana e tedesca, collegando ad esempio le due date del 25 aprile e dell’8 maggio – conclusione della seconda guerra mondiale in Germania – o intonando insieme nelle due lingue il canto così intenso di “Bella Ciao”. In tal modo più volte è stato rievocato il collegamento tra gli ideali di una nuova Europa pacifica e unificata e la lotta al fascismo, rendendo omaggio ai nomi di Ursula Hirschmann, di Altiero Spinelli, di Eugenio Colorni e di Ernesto Rossi e allo spirito federalista del “Manifesto di Ventotene”. Rilevante è stata altresì la convinta e impegnata partecipazione dei giovani e il rinvio a nuovi e efficaci strumenti di documentazione, come il sito “noi partigiani”.

Chi vuole, può rivivere quel pomeriggio consultando il sito: https://www.facebook.com/pdkarlsruhe/videos/90980741647

Un nuovo Segretario, un partito compatto

Come è noto, l’Assemblea Nazionale del PD dello scorso 14 marzo ha eletto Enrico Letta come nuovo Segretario del Partito, dopo le inattese dimissioni di Nicola Zingaretti; l’elezione del nuovo Segretario è avvenuta quasi all’unanimità, nello stesso tempo il nuovo Segretario non solo ha ringraziato Zingaretti per il lavoro svolto, ma ha assicurato di voler continuare l’azione politica da lui intrapresa.

Questa politica richiede però anima e cacciavite: questa è stata la suggestiva immagine usata da Letta nel suo discorso all’Assemblea. Ovvero è necessaria una nuova passione per l’attività politica, per rianimare la vita interna del Partito, nuove idee devono quindi circolare; ma nello stesso tempo è necessaria molta competenza, e anche molta pazienza per affrontare una situazione così difficile e complessa. La grande sfida è così intanto far funzionare realmente il Recovery Plan europeo e cogliere le grandi occasioni che esso può offrire per un profondo rinnovamento della società italiana, per un superamento delle diseguaglianze – in particolare tra Nord e Sud, o le diversità di genere, senza evidentemente dimenticare quelle di reddito – e per la creazione di un sistema formativo e universitario adeguato ad affrontare le trasformazioni in corso. Realizzare il Recovery Plan significa in primo luogo far funzionare il governo presieduto da Mario Draghi e valorizzare al suo interno la funzione decisiva in esso svolta dal PD. Ma questo lavoro del cacciavite non deve far dimenticare l’anima, e quindi in primo luogo uno sforzo coerente per rinnovare il Partito; di grande importanza è così l’intenzione immediata di ridare significato alla vasta rete di circoli, dei quali il PD dispone. In tal modo è stata subito attivata una Agorà, ovvero una consultazione di tutti i circoli – anche quello di Karlsruhe sta lavorando alacremente in questo senso – sui molti temi affrontati nella relazione del nuovo Segretario; dopo questa consultazione, che si concluderà alla fine di marzo, si riunirà di nuovo l’Assemblea Nazionale per decidere i passi successivi da compiere per il rinnovamento del Partito e per rendere più incisiva la sua azione politica.

E’ significativo che anche la funzione, spesso dimenticata, degli italiani all’estero sia stata richiamata con forza nella relazione di Enrico Letta: a loro è attribuito il compito impegnativo di fornire nuove idee e suggerimenti per una concezione del multilateralismo e dello sviluppo internazionale adeguata ai tempi. Senza voler elencare tutti i temi affrontati – chi desidera, può facilmente leggere la relazione nel sito internet del PD nazionale – meritano essere ricordati almeno due punti qualificanti: la proposta di estendere il diritto di voto nelle elezioni politiche ai sedicenni, in modo da riequilibrare lo squilibrio generazionale che caratterizza la società italiana anche al momento della formazione della volontà politica, e una politica di inclusione che riconosca la cittadinanza italiana sulla base dello ius soli. Senza evidentemente dimenticare il grande significato dato al superamento della disparità tra generi, anche all’interno della vita del partito: la nomina dei due Vicesegretari, Irene Trinagli e Giuseppe Provenzano, e di una Segreteria del Partito, nella quale la parità della rappresentanza femminile e di quella maschile è perfettamente riconosciuta, hanno mostrato subito in concreto questa intenzione.  Lo stesso è avvenuto nella scelta dei due capigruppo al Parlamento: Simona Malpezzi al Senato e Debora Serracchiani alla Camera. Senza voler qui elencare i quattordici membri della Segreteria – anche in questo caso i nomi possono essere facilmente letti nel sito internet del PD nazionale – si ricorda il nome di Lia Quartapelle, quale responsabile per l’Europa, gli Affari Internazionali e la Cooperazione allo Sviluppo; sicuramente il PD Mondo troverà in lei un’attenta interlocutrice.

Dopo le elezioni in Baden-Württemberg: quale sarà il nuovo Governo regionale?

Sul fatto che il nuovo Governo del Land sarà presieduto da Winfried Kretschmann, non c’è evidentemente alcun dubbio: i Verdi hanno riportato un successo inequivocabile nelle ultime elezioni per il Landtag del 14 marzo, raggiungendo il 32,6 % dei voti; tale percentuale non è solo la più alta mai raggiunta dal partito nel Land, ma rappresenta altresì il maggior successo mai finora conseguito anche in altri Länder.

Resta invece ancora del tutto aperto comprendere quale sarà la coalizione di governo, con la quale Kretschmann, che ha indubbiamente conseguito un notevole successo personale, guiderà il Land nei prossimi anni a partire dal 12 maggio prossimo, quando è prevista la sua rielezione dopo la riapertura del parlamento regionale nel giorno precedente. Sarà riconfermata la coalizione di questi ultimi anni tra Grüne CDU, nonostante la grave sconfitta subita dalla CDU in queste ultime elezioni? Il partito infatti, pur restando sempre al secondo posto, ha perso circa il 3% dei voti, raggiungendo il 24,1%, il peggior risultato mai conseguito nelle elezioni in Baden-Württemberg, in un Land dove fino a circa dieci anni fa’ il predominio della CDU era indiscusso. Oppure il Land sarà governato da una cosiddetta Ampel-Koalition – ovvero da una coalizione-semaforo – formata dai Grüne, dalla SPD e dalla FDP? La SPD è tornata a essere il terzo partito, conservando con sforzo la sua posizione precedente e attestandosi all’11%, poco distante quindi dal 10,5% raggiunto dalla FDP, che ha visto accrescere in modo significativo i voti conseguiti, e dalla AfD, calata in modo significativo fino al 9,7%. Le possibilità di affermazione di questa Ampel-Koalitionnon sono scarse, anche se non è da trascurare che il successo raggiunto dalla FDP è dovuto proprio – in gran parte – dalla posizione molto aggressiva seguita dal partito nei confronti della coalizione precedente e dello stesso Kretschmann. Al momento quindi, anche se la tendenza verso una Ampel-Koalition si è rafforzata, bisogna ancora attendere quali saranno i risultati delle trattative, per ora del tutto aperte verso le due possibili soluzioni; è così necessario attendere per verificare se la SPD, da molti degli stessi Verdi considerata come l’alleato più affidabile e più vicino ai propri programmi, riuscirà a tornare al governo del Land. In ogni caso è intenzione dei Grüne decidere già prima di Pasqua quali trattative ufficiali aprire, e per quale coalizione.

In ogni caso si è trattato di elezioni importanti, che hanno aperto la lunga stagione elettorale tedesca che si concluderà con le elezioni politiche del prossimo settembre. Quanto è avvenuto nel Baden-Württemberg è stato in parte confermato anche nelle elezioni per il Landtag del Rheinland-Pfalz e per i comuni in Assia; questo riguarda in particolare la crescita elettorale dei Grüne in entrambi i casi, e, nel caso del Rheinland-Pfalz, si è altresì ripetuta la sconfitta della CDU. Nel Rheinland-Pfalz si è avuto un considerevole successo della SPD e della Presidente socialdemocratica Malu Dreyer, che hanno conseguito il 32,6% dei voti; in questo Land la Ampel-Koalition, già al governo, è stata confermata anche per i prossimi anni.

Italiane a Karlsruhe: molteplici voci raccontano le donne 

Quest’anno abbiamo festeggiato la giornata Internazionale della donna ascoltando le voci delle italiane che vivono e lavorano nella nostra città. Abbiamo potuto ascoltare esperienze personali, ricordare figure di rilievo nella città di Karlsruhe, excursus storici sull’origine di questa ricorrenza e qualche statistica.

I tempi e le libertà che stiamo vivendo sono frutto delle lotte di tante attiviste e ragazze dai grandi sogni e ideali. La politica ha avuto un ruolo importante, riconoscendo anche se tardivamente alcuni diritti inviolabili.Solo 50 anni fa veniva abolito l’art. 553 del Codice Penale che considerava reato la propaganda degli anticoncezionali, nello stesso anno si promulgava la legge sul divorzio, mentre ci vorranno ancora 8 anni per vedere finalmente aboliti l’infamante delitto di onore.

Decenni di passi avanti nel sociale e nella riduzione nelle discriminazioni di genere, che non sono però ancora sufficienti, ma che ci impongono di andare avanti, nonostante le difficoltà.Ci siamo ormai abituati a figure di rilievo nella vita mediatica, a partire dalla cancelliera Merkel,che da 3 lustri è alla guida della nazione tedesca e che rimane la donna più potente al mondo secondo Forbes, fino alla vice presidente Kamala Harris, o alla premier finlandese Sanna Marin, la più giovane al mondo, o Jacinda Ardern, prima ministra della nuova Zelanda infine alla presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen e tante altre donne ai vertici.

In un mondo dove la presenza femminile sembra ricoprire sempre più un ruolo determinante nella vita politica, economica, europea, americana e mondiale, quale è veramente la condizione della donna?  
Se non possiamo negare che la condizione femminile è notevolmente migliorata negli ultimi anni, non dobbiamo dimenticare che le disuguaglianze restano con solchi profondi. La crisi economica e quella sanitaria ci hanno rivelato la debolezza di questo equilibrio di genere e la precarietà sociale femminile nella vita quotidiana. Nel 2020 su 450mila posti di lavoro persi, 315mila erano ricoperti da donne, se il numero di omicidi è complessivamente diminuito, i femminicidi sono andati in contro tendenza, nelle ultime tendenze le donne sono state più intraprendenti e hanno superato i colleghi nella fondazione di imprese, ma nell’ultimo anno sono venute meno 4000 imprese targate donna (dati Istat).

La crisi ci ha posto di fronte a interrogativi e scelte, che hanno sfavorito le donne, sempre più combattute e sole tra lavoro e famiglia, tra casa e scuola, tra carriera e figli, tra giovani e anziani, tra europei e non.

Abolire le discriminazioni di genere diventa quindi determinante, ma è possibile solo se si comprendono le difficoltà attuali. Una strada ancora lunga ci attende, da percorrere tutti insieme per ottenere un radicale cambio di prospettiva e una cultura senza pregiudizi.


Alcune interessanti iniziative:

–  Gruppo di coordinamento per l’equitá e le pari opportunitá nel PD all’estero, per maggiori informazioni potete scrivere al nostro circolo
–  Manifesto Donne per la salvezza, Half of it: Idee per una ripartenza alla pari.  https://www.halfofit.it/  

– La Lobby Europea delle Donne/LEF Italia rappresenta l’Italia nel Consiglio di Amministrazione della European Women’s Lobby, la più grande coalizione europea di organizzazioni femminili e femministe.  http://coordinamentoitalianolobbyeudonne.blogspot

La Festa della Liberazione come occasione di incontro e riflessione

Quest’anno la Festa della Liberazione ricorre domenica e ci permetterà di poterla festeggiare in diretta. Con l’auspicio di poterci riunire e vederci di persona, contiamo su questo evento come occasione di incontro e di riflessione per iscritti e cittadini.

Come passavate di solito questa giornata? Quali sono i ricordi che vi legano a questa ricorrenza?  Avete storie da condividere o personalità da riscoprire? 

Ne parleremo insieme.

Stiamo contattando circoli amici, partiti fratelli e associazioni, raccogliendo idee e materiale. 

Fate sentire la vostra voce: chiunque sia interessato, può partecipare attivamente al nostro evento o, in caso, può mandare in anticipo il suo contributo in qualsiasi forma, video, voce, foto o testo che verrà presentato in diretta durante la nostra iniziativa.

Vi aspettiamo domenica 25 Aprile in diretta fb e online su Zoom dalle 16.30.

Leonardo Sciascia a cent’anni dalla sua nascita

L’8 gennaio di quest’anno è ricorso il primo centenario della nascita di Leonardo Sciascia. Con grande puntualità le edizioni Converso di Karlsruhe – più esattamente hanno sede a Bad Herrenalb – hanno inviato in libreria un pregevole volume dello scrittore con il significativo titolo Ein Sizilianer von festen Prinzipien. Essaystische Erzählungen. 

Può apparire singolare che uno scrittore simbolo di sicilitudine – così amava definirla – trovi proprio a Karlsruhe il centro propulsivo per essere ricordato in Germania in modo non retorico, ma come un fermento ancora vivo. Uno scrittore come Sciascia è infatti noto non solo per la sua opera letteraria o saggistica, ma anche per la sua attività giornalistica e il suo costante impegno civile e politico. Il merito di questa eccellenza italiana presente a Kalrsruhe lo si deve al coraggio e alla tenacia di Monika Lustig, tra le migliori traduttrici di opere letterarie italiane attive in Germania, che da alcuni anni ha dato vita a questa nuova impresa editoriale, concentrata sull’Italia o, con più precisione, su un’idea di Mediterraneo come incontro di culture diverse, all’interno del quale la Sicilia – e la sua ricca e sempre viva tradizione letteraria – gioca un ruolo chiave. L’alta qualità delle nuove edizioni Converso, attive solo da pochi anni, ha ottenuto proprio in questi giorno un riconoscimento di grande prestigio, come il premio di incentivazione assegnatole dalla fondazione Kurt Wolff – creata in ricordo del più importante editore della letteratura espressionista e con lo scopo appunto di sostenere l’editoria indipendente. Certo un lettore italiano può rileggere le opere narrative di Sciascia nel testo originale e nelle edizioni italiane facilmente disponibili presso l’editore Adelphi: ricordiamo ad esempio Il giorno della civetta (1961), Il Consiglio d’Egitto (1964), da molti considerato come il suo capolavoro, A ciascuno il suo (1966), Il contesto (1971) o infine Todo modo (1974). Oppure può cogliere l’occasione di questo centenario per rivedere i molti film che furono tratti dalle opere dello scrittore, come A ciascuno il suo, diretto nel 1967 da Elio Petri, Il giorno della civetta, diretto da Damiano Damiani nel 1968, Cadaveri eccellenti, diretto da Francesco Rosi nel 1976, anno nel quale apparve anche Todo modo, nuovamente con la regia di Petri; anche questi film sono facilmente reperibili. Eppure è vivamente consigliabile ricorrere innanzi tutto al libro tedesco ricordato all’inizio: Ein Sizilianer von festen Prinzipiencontiene infatti non solo una nuova, encomiabile traduzione de La morte dell’inquisitore, scritto nel 1964 e rimasto in parte incompiuto, ma sempre ritenuto da Sciascia come un intenso e vivo condensato di tutti i temi principali da lui toccati, ma anche la traduzione di un altro breve racconto, L’uomo dal passamontagna. Il volume contiene inoltre un denso saggio introduttivo della curatrice – e editrice – del volume, Monika Lustig, oltre a un’ampia e approfondita postfazione di Maike Albath, indubbiamente una delle migliori conoscitrici in Germania della cultura italiana e siciliana contemporanea; esso viene infine concluso con un breve scritto conclusivo dello scrittore Santo Piazzese, che le edizioni Converso annoverano tra i propri autori.

Purtroppo l’attuale situazione causata dal Covid non ha permesso di realizzare la presentazione di questo importante volume, che era stata prevista a Karlsruhe proprio in questo aprile; in ogni caso tale presentazione è stata soltanto rinviata perché resta vivo il desiderio che essa possa fornire l’occasione di una vivace e approfondita discussione in presenza. Non solo come scrittore, ma anche per le sue prese di posizione politiche o giornalistiche – in particolare rispetto alla lotta alla mafia o al rapimento di Aldo Moro – Sciascia resta infatti, nonostante siano trascorsi ormai più di quarant’anni dalla sua morte nel 1979, un punto fermo della letteratura e della cultura italiana, sul quale vale così la pena di riflettere con attenzione anche per giungere a una conoscenza più attenta e meno contingente della spesso difficile situazione politica e sociale italiana e, ancor più, siciliana. La sua intransigente e radicale lezione di libertà rappresenta infatti ancora oggi un insegnamento fecondo per tutti noi, che possiamo intanto riflettere sullo scrittore leggendo il bel libro pubblicato dalle edizioni Converso e così prepararci meglio alla discussione e alla presentazione prevista nei prossimi mesi.