Leonardo Sciascia a cent’anni dalla sua nascita

L’8 gennaio di quest’anno è ricorso il primo centenario della nascita di Leonardo Sciascia. Con grande puntualità le edizioni Converso di Karlsruhe – più esattamente hanno sede a Bad Herrenalb – hanno inviato in libreria un pregevole volume dello scrittore con il significativo titolo Ein Sizilianer von festen Prinzipien. Essaystische Erzählungen. 

Può apparire singolare che uno scrittore simbolo di sicilitudine – così amava definirla – trovi proprio a Karlsruhe il centro propulsivo per essere ricordato in Germania in modo non retorico, ma come un fermento ancora vivo. Uno scrittore come Sciascia è infatti noto non solo per la sua opera letteraria o saggistica, ma anche per la sua attività giornalistica e il suo costante impegno civile e politico. Il merito di questa eccellenza italiana presente a Kalrsruhe lo si deve al coraggio e alla tenacia di Monika Lustig, tra le migliori traduttrici di opere letterarie italiane attive in Germania, che da alcuni anni ha dato vita a questa nuova impresa editoriale, concentrata sull’Italia o, con più precisione, su un’idea di Mediterraneo come incontro di culture diverse, all’interno del quale la Sicilia – e la sua ricca e sempre viva tradizione letteraria – gioca un ruolo chiave. L’alta qualità delle nuove edizioni Converso, attive solo da pochi anni, ha ottenuto proprio in questi giorno un riconoscimento di grande prestigio, come il premio di incentivazione assegnatole dalla fondazione Kurt Wolff – creata in ricordo del più importante editore della letteratura espressionista e con lo scopo appunto di sostenere l’editoria indipendente. Certo un lettore italiano può rileggere le opere narrative di Sciascia nel testo originale e nelle edizioni italiane facilmente disponibili presso l’editore Adelphi: ricordiamo ad esempio Il giorno della civetta (1961), Il Consiglio d’Egitto (1964), da molti considerato come il suo capolavoro, A ciascuno il suo (1966), Il contesto (1971) o infine Todo modo (1974). Oppure può cogliere l’occasione di questo centenario per rivedere i molti film che furono tratti dalle opere dello scrittore, come A ciascuno il suo, diretto nel 1967 da Elio Petri, Il giorno della civetta, diretto da Damiano Damiani nel 1968, Cadaveri eccellenti, diretto da Francesco Rosi nel 1976, anno nel quale apparve anche Todo modo, nuovamente con la regia di Petri; anche questi film sono facilmente reperibili. Eppure è vivamente consigliabile ricorrere innanzi tutto al libro tedesco ricordato all’inizio: Ein Sizilianer von festen Prinzipiencontiene infatti non solo una nuova, encomiabile traduzione de La morte dell’inquisitore, scritto nel 1964 e rimasto in parte incompiuto, ma sempre ritenuto da Sciascia come un intenso e vivo condensato di tutti i temi principali da lui toccati, ma anche la traduzione di un altro breve racconto, L’uomo dal passamontagna. Il volume contiene inoltre un denso saggio introduttivo della curatrice – e editrice – del volume, Monika Lustig, oltre a un’ampia e approfondita postfazione di Maike Albath, indubbiamente una delle migliori conoscitrici in Germania della cultura italiana e siciliana contemporanea; esso viene infine concluso con un breve scritto conclusivo dello scrittore Santo Piazzese, che le edizioni Converso annoverano tra i propri autori.

Purtroppo l’attuale situazione causata dal Covid non ha permesso di realizzare la presentazione di questo importante volume, che era stata prevista a Karlsruhe proprio in questo aprile; in ogni caso tale presentazione è stata soltanto rinviata perché resta vivo il desiderio che essa possa fornire l’occasione di una vivace e approfondita discussione in presenza. Non solo come scrittore, ma anche per le sue prese di posizione politiche o giornalistiche – in particolare rispetto alla lotta alla mafia o al rapimento di Aldo Moro – Sciascia resta infatti, nonostante siano trascorsi ormai più di quarant’anni dalla sua morte nel 1979, un punto fermo della letteratura e della cultura italiana, sul quale vale così la pena di riflettere con attenzione anche per giungere a una conoscenza più attenta e meno contingente della spesso difficile situazione politica e sociale italiana e, ancor più, siciliana. La sua intransigente e radicale lezione di libertà rappresenta infatti ancora oggi un insegnamento fecondo per tutti noi, che possiamo intanto riflettere sullo scrittore leggendo il bel libro pubblicato dalle edizioni Converso e così prepararci meglio alla discussione e alla presentazione prevista nei prossimi mesi.

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