Un nuovo Segretario, un partito compatto

Come è noto, l’Assemblea Nazionale del PD dello scorso 14 marzo ha eletto Enrico Letta come nuovo Segretario del Partito, dopo le inattese dimissioni di Nicola Zingaretti; l’elezione del nuovo Segretario è avvenuta quasi all’unanimità, nello stesso tempo il nuovo Segretario non solo ha ringraziato Zingaretti per il lavoro svolto, ma ha assicurato di voler continuare l’azione politica da lui intrapresa.

Questa politica richiede però anima e cacciavite: questa è stata la suggestiva immagine usata da Letta nel suo discorso all’Assemblea. Ovvero è necessaria una nuova passione per l’attività politica, per rianimare la vita interna del Partito, nuove idee devono quindi circolare; ma nello stesso tempo è necessaria molta competenza, e anche molta pazienza per affrontare una situazione così difficile e complessa. La grande sfida è così intanto far funzionare realmente il Recovery Plan europeo e cogliere le grandi occasioni che esso può offrire per un profondo rinnovamento della società italiana, per un superamento delle diseguaglianze – in particolare tra Nord e Sud, o le diversità di genere, senza evidentemente dimenticare quelle di reddito – e per la creazione di un sistema formativo e universitario adeguato ad affrontare le trasformazioni in corso. Realizzare il Recovery Plan significa in primo luogo far funzionare il governo presieduto da Mario Draghi e valorizzare al suo interno la funzione decisiva in esso svolta dal PD. Ma questo lavoro del cacciavite non deve far dimenticare l’anima, e quindi in primo luogo uno sforzo coerente per rinnovare il Partito; di grande importanza è così l’intenzione immediata di ridare significato alla vasta rete di circoli, dei quali il PD dispone. In tal modo è stata subito attivata una Agorà, ovvero una consultazione di tutti i circoli – anche quello di Karlsruhe sta lavorando alacremente in questo senso – sui molti temi affrontati nella relazione del nuovo Segretario; dopo questa consultazione, che si concluderà alla fine di marzo, si riunirà di nuovo l’Assemblea Nazionale per decidere i passi successivi da compiere per il rinnovamento del Partito e per rendere più incisiva la sua azione politica.

E’ significativo che anche la funzione, spesso dimenticata, degli italiani all’estero sia stata richiamata con forza nella relazione di Enrico Letta: a loro è attribuito il compito impegnativo di fornire nuove idee e suggerimenti per una concezione del multilateralismo e dello sviluppo internazionale adeguata ai tempi. Senza voler elencare tutti i temi affrontati – chi desidera, può facilmente leggere la relazione nel sito internet del PD nazionale – meritano essere ricordati almeno due punti qualificanti: la proposta di estendere il diritto di voto nelle elezioni politiche ai sedicenni, in modo da riequilibrare lo squilibrio generazionale che caratterizza la società italiana anche al momento della formazione della volontà politica, e una politica di inclusione che riconosca la cittadinanza italiana sulla base dello ius soli. Senza evidentemente dimenticare il grande significato dato al superamento della disparità tra generi, anche all’interno della vita del partito: la nomina dei due Vicesegretari, Irene Trinagli e Giuseppe Provenzano, e di una Segreteria del Partito, nella quale la parità della rappresentanza femminile e di quella maschile è perfettamente riconosciuta, hanno mostrato subito in concreto questa intenzione.  Lo stesso è avvenuto nella scelta dei due capigruppo al Parlamento: Simona Malpezzi al Senato e Debora Serracchiani alla Camera. Senza voler qui elencare i quattordici membri della Segreteria – anche in questo caso i nomi possono essere facilmente letti nel sito internet del PD nazionale – si ricorda il nome di Lia Quartapelle, quale responsabile per l’Europa, gli Affari Internazionali e la Cooperazione allo Sviluppo; sicuramente il PD Mondo troverà in lei un’attenta interlocutrice.

Dopo le elezioni in Baden-Württemberg: quale sarà il nuovo Governo regionale?

Sul fatto che il nuovo Governo del Land sarà presieduto da Winfried Kretschmann, non c’è evidentemente alcun dubbio: i Verdi hanno riportato un successo inequivocabile nelle ultime elezioni per il Landtag del 14 marzo, raggiungendo il 32,6 % dei voti; tale percentuale non è solo la più alta mai raggiunta dal partito nel Land, ma rappresenta altresì il maggior successo mai finora conseguito anche in altri Länder.

Resta invece ancora del tutto aperto comprendere quale sarà la coalizione di governo, con la quale Kretschmann, che ha indubbiamente conseguito un notevole successo personale, guiderà il Land nei prossimi anni a partire dal 12 maggio prossimo, quando è prevista la sua rielezione dopo la riapertura del parlamento regionale nel giorno precedente. Sarà riconfermata la coalizione di questi ultimi anni tra Grüne CDU, nonostante la grave sconfitta subita dalla CDU in queste ultime elezioni? Il partito infatti, pur restando sempre al secondo posto, ha perso circa il 3% dei voti, raggiungendo il 24,1%, il peggior risultato mai conseguito nelle elezioni in Baden-Württemberg, in un Land dove fino a circa dieci anni fa’ il predominio della CDU era indiscusso. Oppure il Land sarà governato da una cosiddetta Ampel-Koalition – ovvero da una coalizione-semaforo – formata dai Grüne, dalla SPD e dalla FDP? La SPD è tornata a essere il terzo partito, conservando con sforzo la sua posizione precedente e attestandosi all’11%, poco distante quindi dal 10,5% raggiunto dalla FDP, che ha visto accrescere in modo significativo i voti conseguiti, e dalla AfD, calata in modo significativo fino al 9,7%. Le possibilità di affermazione di questa Ampel-Koalitionnon sono scarse, anche se non è da trascurare che il successo raggiunto dalla FDP è dovuto proprio – in gran parte – dalla posizione molto aggressiva seguita dal partito nei confronti della coalizione precedente e dello stesso Kretschmann. Al momento quindi, anche se la tendenza verso una Ampel-Koalition si è rafforzata, bisogna ancora attendere quali saranno i risultati delle trattative, per ora del tutto aperte verso le due possibili soluzioni; è così necessario attendere per verificare se la SPD, da molti degli stessi Verdi considerata come l’alleato più affidabile e più vicino ai propri programmi, riuscirà a tornare al governo del Land. In ogni caso è intenzione dei Grüne decidere già prima di Pasqua quali trattative ufficiali aprire, e per quale coalizione.

In ogni caso si è trattato di elezioni importanti, che hanno aperto la lunga stagione elettorale tedesca che si concluderà con le elezioni politiche del prossimo settembre. Quanto è avvenuto nel Baden-Württemberg è stato in parte confermato anche nelle elezioni per il Landtag del Rheinland-Pfalz e per i comuni in Assia; questo riguarda in particolare la crescita elettorale dei Grüne in entrambi i casi, e, nel caso del Rheinland-Pfalz, si è altresì ripetuta la sconfitta della CDU. Nel Rheinland-Pfalz si è avuto un considerevole successo della SPD e della Presidente socialdemocratica Malu Dreyer, che hanno conseguito il 32,6% dei voti; in questo Land la Ampel-Koalition, già al governo, è stata confermata anche per i prossimi anni.

Italiane a Karlsruhe: molteplici voci raccontano le donne 

Quest’anno abbiamo festeggiato la giornata Internazionale della donna ascoltando le voci delle italiane che vivono e lavorano nella nostra città. Abbiamo potuto ascoltare esperienze personali, ricordare figure di rilievo nella città di Karlsruhe, excursus storici sull’origine di questa ricorrenza e qualche statistica.

I tempi e le libertà che stiamo vivendo sono frutto delle lotte di tante attiviste e ragazze dai grandi sogni e ideali. La politica ha avuto un ruolo importante, riconoscendo anche se tardivamente alcuni diritti inviolabili.Solo 50 anni fa veniva abolito l’art. 553 del Codice Penale che considerava reato la propaganda degli anticoncezionali, nello stesso anno si promulgava la legge sul divorzio, mentre ci vorranno ancora 8 anni per vedere finalmente aboliti l’infamante delitto di onore.

Decenni di passi avanti nel sociale e nella riduzione nelle discriminazioni di genere, che non sono però ancora sufficienti, ma che ci impongono di andare avanti, nonostante le difficoltà.Ci siamo ormai abituati a figure di rilievo nella vita mediatica, a partire dalla cancelliera Merkel,che da 3 lustri è alla guida della nazione tedesca e che rimane la donna più potente al mondo secondo Forbes, fino alla vice presidente Kamala Harris, o alla premier finlandese Sanna Marin, la più giovane al mondo, o Jacinda Ardern, prima ministra della nuova Zelanda infine alla presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen e tante altre donne ai vertici.

In un mondo dove la presenza femminile sembra ricoprire sempre più un ruolo determinante nella vita politica, economica, europea, americana e mondiale, quale è veramente la condizione della donna?  
Se non possiamo negare che la condizione femminile è notevolmente migliorata negli ultimi anni, non dobbiamo dimenticare che le disuguaglianze restano con solchi profondi. La crisi economica e quella sanitaria ci hanno rivelato la debolezza di questo equilibrio di genere e la precarietà sociale femminile nella vita quotidiana. Nel 2020 su 450mila posti di lavoro persi, 315mila erano ricoperti da donne, se il numero di omicidi è complessivamente diminuito, i femminicidi sono andati in contro tendenza, nelle ultime tendenze le donne sono state più intraprendenti e hanno superato i colleghi nella fondazione di imprese, ma nell’ultimo anno sono venute meno 4000 imprese targate donna (dati Istat).

La crisi ci ha posto di fronte a interrogativi e scelte, che hanno sfavorito le donne, sempre più combattute e sole tra lavoro e famiglia, tra casa e scuola, tra carriera e figli, tra giovani e anziani, tra europei e non.

Abolire le discriminazioni di genere diventa quindi determinante, ma è possibile solo se si comprendono le difficoltà attuali. Una strada ancora lunga ci attende, da percorrere tutti insieme per ottenere un radicale cambio di prospettiva e una cultura senza pregiudizi.


Alcune interessanti iniziative:

–  Gruppo di coordinamento per l’equitá e le pari opportunitá nel PD all’estero, per maggiori informazioni potete scrivere al nostro circolo
–  Manifesto Donne per la salvezza, Half of it: Idee per una ripartenza alla pari.  https://www.halfofit.it/  

– La Lobby Europea delle Donne/LEF Italia rappresenta l’Italia nel Consiglio di Amministrazione della European Women’s Lobby, la più grande coalizione europea di organizzazioni femminili e femministe.  http://coordinamentoitalianolobbyeudonne.blogspot

La Festa della Liberazione come occasione di incontro e riflessione

Quest’anno la Festa della Liberazione ricorre domenica e ci permetterà di poterla festeggiare in diretta. Con l’auspicio di poterci riunire e vederci di persona, contiamo su questo evento come occasione di incontro e di riflessione per iscritti e cittadini.

Come passavate di solito questa giornata? Quali sono i ricordi che vi legano a questa ricorrenza?  Avete storie da condividere o personalità da riscoprire? 

Ne parleremo insieme.

Stiamo contattando circoli amici, partiti fratelli e associazioni, raccogliendo idee e materiale. 

Fate sentire la vostra voce: chiunque sia interessato, può partecipare attivamente al nostro evento o, in caso, può mandare in anticipo il suo contributo in qualsiasi forma, video, voce, foto o testo che verrà presentato in diretta durante la nostra iniziativa.

Vi aspettiamo domenica 25 Aprile in diretta fb e online su Zoom dalle 16.30.

Leonardo Sciascia a cent’anni dalla sua nascita

L’8 gennaio di quest’anno è ricorso il primo centenario della nascita di Leonardo Sciascia. Con grande puntualità le edizioni Converso di Karlsruhe – più esattamente hanno sede a Bad Herrenalb – hanno inviato in libreria un pregevole volume dello scrittore con il significativo titolo Ein Sizilianer von festen Prinzipien. Essaystische Erzählungen. 

Può apparire singolare che uno scrittore simbolo di sicilitudine – così amava definirla – trovi proprio a Karlsruhe il centro propulsivo per essere ricordato in Germania in modo non retorico, ma come un fermento ancora vivo. Uno scrittore come Sciascia è infatti noto non solo per la sua opera letteraria o saggistica, ma anche per la sua attività giornalistica e il suo costante impegno civile e politico. Il merito di questa eccellenza italiana presente a Kalrsruhe lo si deve al coraggio e alla tenacia di Monika Lustig, tra le migliori traduttrici di opere letterarie italiane attive in Germania, che da alcuni anni ha dato vita a questa nuova impresa editoriale, concentrata sull’Italia o, con più precisione, su un’idea di Mediterraneo come incontro di culture diverse, all’interno del quale la Sicilia – e la sua ricca e sempre viva tradizione letteraria – gioca un ruolo chiave. L’alta qualità delle nuove edizioni Converso, attive solo da pochi anni, ha ottenuto proprio in questi giorno un riconoscimento di grande prestigio, come il premio di incentivazione assegnatole dalla fondazione Kurt Wolff – creata in ricordo del più importante editore della letteratura espressionista e con lo scopo appunto di sostenere l’editoria indipendente. Certo un lettore italiano può rileggere le opere narrative di Sciascia nel testo originale e nelle edizioni italiane facilmente disponibili presso l’editore Adelphi: ricordiamo ad esempio Il giorno della civetta (1961), Il Consiglio d’Egitto (1964), da molti considerato come il suo capolavoro, A ciascuno il suo (1966), Il contesto (1971) o infine Todo modo (1974). Oppure può cogliere l’occasione di questo centenario per rivedere i molti film che furono tratti dalle opere dello scrittore, come A ciascuno il suo, diretto nel 1967 da Elio Petri, Il giorno della civetta, diretto da Damiano Damiani nel 1968, Cadaveri eccellenti, diretto da Francesco Rosi nel 1976, anno nel quale apparve anche Todo modo, nuovamente con la regia di Petri; anche questi film sono facilmente reperibili. Eppure è vivamente consigliabile ricorrere innanzi tutto al libro tedesco ricordato all’inizio: Ein Sizilianer von festen Prinzipiencontiene infatti non solo una nuova, encomiabile traduzione de La morte dell’inquisitore, scritto nel 1964 e rimasto in parte incompiuto, ma sempre ritenuto da Sciascia come un intenso e vivo condensato di tutti i temi principali da lui toccati, ma anche la traduzione di un altro breve racconto, L’uomo dal passamontagna. Il volume contiene inoltre un denso saggio introduttivo della curatrice – e editrice – del volume, Monika Lustig, oltre a un’ampia e approfondita postfazione di Maike Albath, indubbiamente una delle migliori conoscitrici in Germania della cultura italiana e siciliana contemporanea; esso viene infine concluso con un breve scritto conclusivo dello scrittore Santo Piazzese, che le edizioni Converso annoverano tra i propri autori.

Purtroppo l’attuale situazione causata dal Covid non ha permesso di realizzare la presentazione di questo importante volume, che era stata prevista a Karlsruhe proprio in questo aprile; in ogni caso tale presentazione è stata soltanto rinviata perché resta vivo il desiderio che essa possa fornire l’occasione di una vivace e approfondita discussione in presenza. Non solo come scrittore, ma anche per le sue prese di posizione politiche o giornalistiche – in particolare rispetto alla lotta alla mafia o al rapimento di Aldo Moro – Sciascia resta infatti, nonostante siano trascorsi ormai più di quarant’anni dalla sua morte nel 1979, un punto fermo della letteratura e della cultura italiana, sul quale vale così la pena di riflettere con attenzione anche per giungere a una conoscenza più attenta e meno contingente della spesso difficile situazione politica e sociale italiana e, ancor più, siciliana. La sua intransigente e radicale lezione di libertà rappresenta infatti ancora oggi un insegnamento fecondo per tutti noi, che possiamo intanto riflettere sullo scrittore leggendo il bel libro pubblicato dalle edizioni Converso e così prepararci meglio alla discussione e alla presentazione prevista nei prossimi mesi.

Segnalazione: il Rapporto Migrantes 2020

Emigrazione

Per quanto già pubblicato da alcuni mesi, merita di essere segnalato il Rapporto Migrantes 2020 (RMI 2020); tale rapporto è ormai giunto alla sua quindicesima edizione e continua a rappresentare la fonte più aggiornata e documentata sulla situazione dell’emigrazione italiana – per precisione: dall’Italia e in Italia -, che nel 2020 ha visto raggiungere e superare i 5 milioni di cittadini italiani iscritti all’AIRE. Subito dopo l’Argentina, la comunità italiana presente in Germania resta la più numerosa – ha raggiunto i 785.000 iscritti all’AIRE – ed anche la più stabile. In questi ultimi anni le dinamiche dell’emigrazione si sono profondamente trasformate: è cresciuto il numero degli emigrati con un titolo di studio alto o molto alto – laurea o dottorato -, è cresciuto il numero degli emigrati con diploma di studio, anche se spesso alla ricerca di un lavoro generico, ma resta molto alto – quasi il 50% – il numero degli emigrati con titoli di studio bassi o privi del tutto di titoli di studio. Inoltre è da tener presente che l’emigrazione ormai da alcuni anni riguarda anche coloro che, con origini di emigrazione da altri paesi, sono divenuti cittadini italiani. Alla emigrazione in Germania è da aggiungere quella, con caratteristiche molto particolari, molto alta in Svizzera, in parte rappresentata da un numero significativo di frontalieri. Apparentemente sono mutate anche le provenienze dell’emigrazione italiana, dato che molti emigrati provengono dalle regioni settentrionali; a questo proposito però il Rapporto osserva che, molto probabilmente, questi emigrati ‘settentrionali’ provengono, almeno in parte, da emigrati meridionali di seconda generazione. Il Rapporto segnala inoltre con preoccupazione che l’apparente diminuzione dell’emigrazione meridionale possa invece essere il sintomo di una crescente polverizzazione e ‘desertificazione’ sociale di alcuni territori dell’Italia meridionali.

In ogni caso il Rapporto è una fonte insostituibile per meglio comprendere quelle profonde trasformazioni, alle quali la realtà degli italiani all’estero – e in particolare in Germania, per quanto ci riguarda – è costantemente sottoposta. La parte introduttiva del Rapporto può essere letto nel sito della Fondazione Migrantes; il Rapporto può essere acquistato rivolgendosi alla: Fondazione Migrantes, via Aurelia 796 – 00165 Roma oppure inviando una mail a: rapportoitalianinelmondo@migrantes.it ; redazione@rapportoitalianinelmondo.it

Dante Day

Dante Alighieri morì – in esilio dalla sua città natale, Firenze – a Ravenna, dove ancora oggi è sepolto, nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321; quindi quest’anno ricorre il 700. anniversario della sua morte. Il 25 marzo – per essere precisi, il 25 marzo 1300, quando Papa Bonifacio VIII indisse il primo Anno Santo – viene invece considerato, sia per tradizione sia per i risultati di una lunga storia di studi e ricerche – il giorno in cui Dante si smarrì nella “selva oscura”, ovvero il giorno in cui la Divina Commedia ebbe inizio. Per questo, da quest’anno – sebbene già preparato negli anni scorsi – il 25 marzo rappresenta, e lo rappresenterà anche in futuro, il Dantedì, ovvero un’occasione pensata certo per ricordare Dante, ma anche per celebrare – attraverso quello che Dante ha rappresentato – la lingua italiana, l’idea stessa d’Italia, quindi le radici più profonde dell’identità culturale italiana sia in Europa che nel mondo. Il VDIG – ovvero il Verein che riunisce le diverse associazioni culturali interessate al dialogo italo-tedesco in Germania – insieme alla rete degli Istituti Italiani di Cultura attivi in Germania ha per tali ragioni dedicato la ormai tradizionale Lesemarathon annuale alla lettura della prima cantica della Divina Commedia, ovvero all’Inferno. Una maratona ‘infernale’ quindi è quella che ci attende quest’anno: a causa del Covid, e quindi della difficoltà di organizzare in presenza nelle diverse associazioni partecipanti, questa ‘maratona di lettura’, la manifestazione inaugurale, che era già stato previsto si dovesse tenere a Stoccarda, sarà trasmessa online; quindi tutti potranno partecipare, seppure a distanza, a questo evento. La lettura di alcuni passi dell’Inferno sarà introdotta e moderata da Rudolf Guckelsberger, moderatore e lettore del Südwestdeutschreundfunk; essa è prevista appunto per giovedì 25 marzo alle ore 19. Chiunque lo vorrà, potrà seguirla collegandosi al sito dell’Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda.

Settimane Internazionali contro il Razzismo

Le settimane internazionali contro il razzismo si svolgeranno a Karlsruhe nei giorni dal 16 al 28 marzo. Un networkcontro il razzismo è attivo a Karlsruhe dal 2019; ad esso aderiscono associazioni, istituzioni, iniziative o anche singole persone. Nella edizione di quest’anno, che ha un programma flessibile per via del Covid, sono previste 65 manifestazioni, di carattere tra loro molto diverso: passeggiate urbane, conferenze, workshop, letture, concerti, spettacoli teatrali. 

In questo contesto lo Staatstheater di Karlsruhe ha previsto una Online Performance dal titolo Das Privileg, con la regia di Stefanie Heiner e Stephan Mahen, nei giorni 24 e 25 marzo. Questa performance si definisce come un “percorso teatrale”, nel corso del quale gli spettatori sono invitati a interrogarsi sui privilegi che hanno – o che invece non possiedono – e sulle posizioni di potere – o al contrario di subordinazione – che sono connessi a tali privilegi, dei quali spesso godiamo – o avvertiamo la mancanza – solo inconsapevolmente. Al termine dello spettacolo, gli spettatori hanno loro stessi la possibilità di trasformarsi in attori.

Per iscriversi e seguire – senza alcun costo – questa iniziativa teatrale, ci si può rivolgere tempestivamente a: volkstheater@staatstheater.karlsruhe.de (i posti a disposizione sono molto limitati). Per il programma completo delle settimane contro il razzismo si può consultare il sito: Internationale Wochen gegen Rassismus

„La festa della donna”,

così viene comunemente denominata in Italia la giornata dell’8 marzo, e cioè la Giornata internazionale dei diritti della donna, associandola con quella che in realtà è stata denominata Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita il 17 dicembre 1999, e che cade ogni anno il 25 novembre

Molta confusione si è creata negli anni intorno a questa ricorrenza, spesso associando la memoria storica di reali avvenimenti di due secoli fa ad eventi legati al movimento femminista degli anni settanta del secolo scorso, e ancora con riconoscimenti dei diritti fondamentali delle donne. Tra l’altro, non bisogna dimenticare a questo proposito che il diritto di suffragio femminile è stato sancito dalla Costituzione italiana in tempi in fondo relativamente recenti: il diritto di voto delle donne è stato esercitato per la prima volta in Italia nelle elezioni del 2 giugno 1946, quando tutti gli italiani votarono contemporaneamente per l’Assemblea costituente e per un referendum che chiedeva al popolo di scegliere per l’Italia la Monarchia o la Repubblica. La versione successivamente rinnovata dell’articolo 51 della Costituzione riconosce le pari opportunità nelle liste elettorali e nell’accesso agli uffici pubblici. 

Ma le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne non valgono purtroppo ad annullare gli atti di violenza che ancora oggi, e forse oggi più che in passato, vengono perpetrati nei loro confronti nella sfera privata. Le notizie che si hanno, forse oggi più numerose di un tempo grazie alla cultura femminile diffusa, sono profondamente offensive del senso civile. 

D’altro canto, la forte tempra femminile ha dimostrato sempre di conoscere i mezzi di difesa e di reazione alle ingiustizie e ai soprusi. Sempre più di frequente alle donne vengono assegnati incarichi di rilievo in tutte le sfere della vita pubblica. La recente polemica sulla scarsa presenza femminile nel governo Draghi è la dimostrazione delle capacità di reazione immediata al mancato rispetto delle pari opportunità. Ma la domanda che da tempo ci si pone a questo proposito, a cui personalmente mi associo, è se una donna, anche se ha capacità rilevanti, deve necessariamente, per il solo fatto di appartenere al genere femminile, ricevere un incarico per il quale un’altra figura, in questo caso maschile, potrebbe essere più competente. Il quesito resta aperto, ma non è difficile capire che il solo fatto di porlo va contro il concetto stesso di parità dei due generi, quello femminile e quello maschile.

Un piccolo episodio accaduto ormai diversi decenni fa, nel mitico 1968, quando le femministe italiane cominciavano a riunirsi apertamente rifiutando la presenza maschile alle loro riunioni. Durante uno di questi incontri, si affaccia un ragazzo, apre la porta e chiede: “Che cosa fate qui tutte sole?”. Tralascio di riferire le risposte piovute addosso al malcapitato, imprudente e impudente.

Infine, mi piace ricordare che nel 1946 è nato il simbolo della mimosa per questo giorno di commemorazione, su proposta di alcune signore dell’UDI, l’Unione donne italiane. Aldilà delle note tristi, di quelle di profondo rispetto e di quelle più leggere, mi permetto di esprimere tutta la solidarietà a tutte le persone che condividono i valori civili del profondo rispetto reciproco e della tolleranza. E offro un rametto di mimosa alle signore che leggono questa modesta nota, senza dare l’assalto ai poveri alberi di mimosa che non è giusto che ne facciano le spese.

Italiani a Karlsruhe

Nel primo incontro della serie “Italiani a Karlsuhe” abbiamo cominciato a conoscere il mondo della ricerca scientifica come motore della nuova emigrazione dall’Italia verso l’estero e, in particolare, verso la Germania e Karlsruhe.

Partendo dai dati più recenti relativi al numero di concittadini italiani residenti in Germania e a Karlsruhe, abbiamo preso consapevolezza dell’evidenza della ripresa del fenomeno migratorio dall’Italia, spesso dovuto a necessità economiche o preferenze lavorative. Ciò è ancor più evidente in specifici settori, come, appunto, quello della ricerca scientifica. Infatti, già da tempo si parla, seppur con una terminologia dai più ritenuta impropria o inopportuna, di “fuga dei cervelli” o “brain drain”. Il fenomeno della mobilità del personale scientifico tra Paesi diversi è molto complesso e spesso non assimilabile ad una semplice migrazione nel senso comune del termine. Abbiamo tuttavia mostrato come sia indiscutibile il fatto che alcuni Paesi, tra cui appunto la Germania (e alcuni Länder più di altri), siano in grado non solo di attrarre personale scientifico dall’estero, ma siano anche capaci di convincerlo a rimanere per un periodo di tempo ben più lungo di un semplice programma di scambio accademico (p. es. un semestre Erasmus o la durata di una borsa di studio). Le motivazioni alla base di questa attrattività in ingresso e della capacità di retain derivano da fattori economici (uno su tutti, la percentuale di P.I.L. destinato alla ricerca), sociali (ad esempio la gestione delle risorse economiche destinate alla ricerca), e culturali; nessuno di questi fattori dovrebbe rappresentare per l’Italia ostacoli insormontabili, qualora una visione di lungo periodo caratterizzasse i programmi di richiamo dei ricercatori all’estero e ad essa si aggiungesse una maggiore propensione al rischio da parte del settore privato negli investimenti in ricerca.

Chiaramente, la dimensione lavorativa ed economica del fenomeno migratorio nel settore accademico-scientifico deve tenere conto anche della necessità e della capacità dei singoli di inserirsi nelle comunità locali. Spesso, infatti, soprattutto nel settore scientifico-tecnologico – ad eccezione dunque delle scienze socio-umanistiche – la composizione multi-nazionale dei gruppi di ricerca porta all’utilizzo dell’inglese come lingua franca; di conseguenza, in Germania, risulta meno naturale integrarsi nella comunità germanofona. A ciò si accompagnano altri fenomeni, soprattutto nelle Anche tutta una serie di altre problematiche si manifestano nelle città a forte vocazione universitaria, tra le quali la stessa Karlsruhe: scarsa disponibilità di alloggi, aumento dei prezzi per gli affitti, ecc. 

Trovare un compromesso tra attrattività, sviluppo scientifico-tecnologico e integrazione nel tessuto sociale del Paese che ospita significa quindi riuscire a raggiungere un difficile equilibrio tra possibilità lavorative e qualità della vita complessiva. Il nostro primo incontro ha avuto così lo scopo di far riflettere su queste tematiche; nel corso delle prossime conversazioni ci proponiamo di guardare ad altri settori della comunità italiana in Germania e a Karlsruhe per capire meglio come ciascun “micro-cosmo” cerchi di raggiungere questo equilibrio.

Verso le elezioni regionali in Baden-Württemberg

Domenica 14 marzo si voterà per il nuovo Landtag del Baden-Württemberg. Contrariamente a quanto avviene per le elezioni comunali, come quelle recenti per Karlsruhe, le elezioni per i parlamenti regionali – come quella per il Bundestag– sono riservate esclusivamente ai cittadini tedeschi. Alcuni degli iscritti al circolo hanno la doppia cittadinanza, e una parte rilevante degli iscritti ha rapporti familiari o di amicizia con cittadini tedeschi. E’ bene quindi sottolineare con forza l’importanza di queste elezioni, nonostante la loro apparente stranezza: la campagna elettorale infatti si è svolta senza contatti o comizi in presenza con i candidati, tutto è affidato ai manifesti elettorali o a incontri nei social media, l’opinione pubblica è concentrata soprattutto sul perdurare del lockdown, sull’avvio della campagna di vaccinazione, sulla speranza che le scuole, le attività commerciali, le istituzioni culturali ecc. possano quanto prima riaprire. Una parte cospicua degli elettori quindi voterà per posta, e le schede elettorali sono già arrivate o stanno per arrivare.

Nonostante questa situazione particolare nella quale si svolgono, queste elezioni hanno un significato di grande rilievo, sia per il futuro del Land, che si troverà ad affrontare nei prossimi anni scelte decisive e non facili – si pensi ad esempio alle sfide poste dalla transizione ambientale all’industria automobilistica, che ha un peso non trascurabile nell’economia del Baden-Württemberg. Ma, accanto a questo significato ‘interno’, le elezioni nel Land, insieme a quelle per il Landtag del Rheinland-Pfalz, aprono la grande e continua stagione elettorale, che si concluderà il 26 settembre con le elezioni politiche generali e quindi con l’apertura di una nuova stagione politica dopo la conclusione del lungo governo di Angela Merkel.

Il risultato elettorale del 14 marzo avrà così un forte impatto in questa fase di preparazione delle elezioni di settembre. Per questo è importante, per chi ne ha diritto, partecipare e votare. Per altro non è affatto escluso che possa avvenire un cambiamento nella coalizione di governo del Land, anche al di là dei risultati elettorali; la conflittualità tra i Grünen e la CDU è infatti andata crescendo in questi ultimi mesi, e quindi la prospettiva di un ritorno della SPD nella coalizione di governo appare come una possibilità aperta. Lo Spitzenkandidat della SPD per il Landtag è Andreas Stoch, che è già stato Kultusminister negli anni 2013 – 2016 e attualmente presiede sia la frazione SPD  nel parlamento regionale sia lo stesso partito a livello regionale. Candidati per Karlsruhe sono Mehri Uhlig e Anton Huber; entrambi in passato sono stati ospiti attivi e graditi di iniziative del circolo PD di Karlsruhe. In ogni caso, un rafforzamento della presenza di Karlsruhe tra i parlamentari del Landtag è un’esigenza avvertita da molte forze politiche.

Un nuovo governo europeista

Dopo l’ampia fiducia ottenuta sia al Senato che alla Camera, il nuovo governo presieduto da Mario Draghi è divenuto pienamente operativo. Una forte caratterizzazione europea – nell’ambito dell’appartenenza all’alleanza atlantica e all’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), oltre che alle diverse istituzioni internazionali – lo contraddistingue; tale caratterizzazione comporta – tra gli obiettivi principali da raggiungere – non solo una lotta efficace al Covid e una rapida e estesa campagna di vaccinazione, ma la stesura e la realizzazione di un articolato Recovery Plan – con le riforme connesse, tra le quali una migliore organizzazione dell’amministrazione della giustizia e in genere della Pubblica Amministrazione – e il concreto avvio del complesso processo di transizione ambientale. Riuscire a fondere in un’unica prospettiva convincente sia la lotta quotidiana contro l’emergenza creata dal Covid sia il grande progetto di un profondo rinnovamento dell’economia e della società italiana è la difficile sfida che il nuovo governo deve affrontare. Per confrontarsi con tale sfida, la politica non deve affatto essere messa da parte; la vasta unità raggiunta tra forze politiche molto diverse tra loro offre invece un’occasione importante per un profondo rinnovamento e riqualificazione della vita politica stessa. A tal fine, ad esempio, i gruppi parlamentari del Senato afferenti al PD, al Movimento 5 Stelle e a LEU hanno deciso di sperimentare un migliore coordinamento reciproco, sia per sostenere la realizzazione tempestiva dell’ambizioso programma di governo che per incentivare e qualificare quella più ampia politica di riforme già ricordata.

Un importante momento di verifica e di avvio di una nuova fase della vita politica sarà rappresentato dall’Assemblea Nazionale del PD, che il suo segretario, Nicola Zingaretti, ha annunciato per i giorni 13 e 14 marzo. Anche per i circoli del PD attivi fuori dall’Italia – e quindi anche per quello di Karlsruhe – i risultati di questa Assemblea rappresenteranno un punto di riferimento significativo per la loro futura attività.

Anche Karlsruhe manifesta contro il razzismo!

Caso Floyd: sabato 6 giugno si è manifestato ben due volte. Perché #blackliveamatter vale ovunque.

di Aldo Venturelli (testo) e Gustavo Alàbiso (foto)

Sabato 6 giugno a Karlsruhe – come in altre città del Baden-Württemberg – si sono svolte due manifestazioni in ricordo di George Floyd, il cittadino di pelle scura ucciso brutalmente a Minneapolis nei giorni scorsi da un poliziotto che lo ha premuto sul collo per nove minuti fino a soffocarlo. Le foto di Gustavo Alàbiso ci restituiscono l’atmosfera emozionante della manifestazione allo Schloβ, la residenza barocca della città.

Questo breve testo prende spunto dall’altra dimostrazione, di fronte al Museo di Storia Naturale nella non lontana Ludwigsplatz: una manifestazione molto composta, che ha seguito attentamente le regole in vigore del distanziamento e dell’obbligo di mascherina, con una presenza significativa di manifestanti e di molti giovani. Alcune testimonianze si sono alternate a momenti musicali e ad alcune letture, che hanno voluto meglio motivare il significato di un no al razzismoanche in molteplici aspetti della vita quotidiana e dello slogan black lives matter ripreso dalla manifestazione. Al centro della manifestazione il momento più intenso: nove minuti di silenzio rispettati scrupolosamente da tutti i partecipanti, gran parte dei quali passati in ginocchio, come avvenuto ai funerali di Floyd nei giorni scorsi. Come è noto, questi nove minuti di silenzio sono divenuti il simbolo del grande movimento contro il razzismo, che in questi giorni non ha coinvolto solo gli Stati Uniti. Ha chiuso la manifestazione Frank Mentrup, che ha mostrato consapevolezza di quanto razzismo nascosto possa rimanere in tanti aspetti della vita quotidiana, anche nei confronti della difficile situazione dei profughi ricordata in precedenza in uno degli interventi.