Referendum, votare all'estero

Se vi trovate all’estero per un breve periodo (Erasmus? Stage? Lavoro? Altro…) potete chiedere di votare per posta. Ma dovete pensarci entro mercoledì 26 Febbraio!
Entro quel giorno dovete comunicare al vostro Comune in Italia la vostra intenzione.

Qui trovate le informazioni complete:
https://consstoccarda.esteri.it/…/comunicato-stampa-elettor…

Noi vi aspettiamo il 1 Marzo per parlare di referendum e taglio del numero dei parlamentari alle 16:30 in Adlerstr. 33 a Karlsruhe! Qui i dettagli dell’evento:
https://www.facebook.com/events/651745302228264?sfns=mo

#Referendum2020

Taglio dei parlamentari? Referendum: incontro con Angela Schirò

Il 29 Marzo si terrà il referendum sulla riforma costituzionale che prevede una diminuzione del numero dei parlamentari. Il “taglio” coinvolge direttamente anche il numero dei parlamentari eletti nella circoscrizione estero, che da 18 passeranno a 12.

Che conseguenze ha questo voto per gli italiani che vivono all’estero? Perché è importante partecipare? Ne parliamo con l’on. Angela Schirò, deputata PD eletta in Europa.

Vi aspettiamo il 1 marzo, ore 16:30 per parlare del prossimo referendum sul “taglio” dei parlamentari, presso Bürgerzentrum Innenstadt, Adlerstr. 33, 76133 Karlsruhe

Partecipa all’evento!



#Referendum2020 #italianiallestero #votoresponsabile

Importante mostra fotografica al Tollhaus.

Sabato 23 novembre alle ore 17, al Tollhaus (Alter Schlachthof 35 – 76131 Karlsruhe), si inaugurerà l’importante mostra fotografica Through Our Eyes, curata dalla organizzazione no-profit Still I Rise e, nell’allestimento di Karlsruhe, da Mina Di Laurenzio, collaboratrice dell’International Department del KIT.

L’organizzazione ha creato dal 2018 nell’Isola di Samos in Grecia un centro giovanile, riservato a bambini e giovani ospiti dell’ affollatissimo Hotspot per profughi e migranti presente nell’isola. Il centro, oltre a distribuire giornalmente circa 150 pasti e colazioni, offre importanti occasioni di formazione scolastica in diverse discipline, sia ‘tradizionali’ – come inglese, matematica, greco, storia – sia innovative – come informazioni sui diritti dell’uomo o, appunto, fotografia.

Così circa quaranta bambini e giovani ospiti della scuola, che porta il nome di Mazì, che in greco vuol dire Insieme, hanno ricevuto una macchina fotografica usa e getta, con l’incarico di fotografare realtà o esperienze vissute al di fuori della scuola, durante la loro vita quotidiana nell’Hotspot. Emergono così, visti dalla prospettiva dei bambini, non solo aspetti della loro vita abituale, ma anche sogni, paure, speranze di coloro che vivono una situazione così difficile. Particolarità della mostra quindi non è quello di mostrare questa situazione dall’esterno, attraverso il lavoro – certo sempre pregevole – di fotoreporter o giornalisti, ma di fotografarla dall’interno, appunto attraverso la prospettiva di bambini e giovani che vivono direttamente la realtà di un Hotspot. L’organizzazione Still I Rise, oltre al funzionamento quotidiana del centro Mazì di Samos, si augura di poter essere presto messa nelle condizioni – attraverso il sostegno di tutti – di aprire una struttura analoga anche in Turchia.

Lo scopo della mostra, che si può visitare già dal giorno 20 e rimarrà aperta fino al 30 novembre dalle ore 10 alle ore 18,30 di ogni giorno, è così in primo luogo quello di documentazione in presa diretta di una realtà al centro dell’opinione pubblica europea e internazionale, ma anche in secondo luogo di sollecitare il sostegno concreto di tale opinione pubblica.

La mostra quindi è una grande occasione di riflessione per tutti i cittadini di Karlsruhe e delle zone vicine, ed
anche per i cittadini e i residenti italiani, proprio in un momento nel quale tutti i temi legati alle migrazioni e
alle difficili condizioni dei profughi sono di nuovo tornati al centro del dibattito politico e culturale italiano.

News sul caso Rackete: arresto NON convalidato

Come anticipato nel nostro precedente blog sulle vicende della Sea Watch e Carola Rackete (per leggere l’articolo clicca qui), il PD Karlsruhe continuerà a seguire gli sviluppi delle vicende giudiziarie che vedono e vedranno coinvolta il capitano Carola Rackete.

Sul punto si registra una News ormai riportata da tutti i giornali:

il GIP (giudice delle indagini preliminari, in questo caso una donna) non ha convalidato la misura dell’arresto e si è pronunciata in merito al reato di resistenza e violenza a nave da guerra, escludendone la sussistenza.

Quanto al reato di resistenza a pubblico ufficiale, ha invece statuito che lo stesso sarebbe stato giustificato dalla scriminante per avere il Capitano Carola agito nella convinzione di dovere adempiere un dovere

(cosa è una scriminante? facciamo un esempio: una persona ne ferisce un’altra ma non viene condannata per lesioni, in quanto aveva agito per legittima difesa)

Pertanto, per farla breve, quanto a tali reati il procedimento va avanti, ma con questo solco tracciato dal GIP, in maniera così radicale, si può dire che la vicenda abbia preso una determinata piega. Come se una squadra si portasse in vantaggio sull’altra.

Anzi vi è di più, il GIP ha proprio voluto esagerare ed avrebbe precisato che la scelta del porto di Lampedusa era stata una scelta obbligata, atteso che i porti in Tunisia e in Libia non sono da considerarsi sicuri.

Restiamo ora in attesa degli sviluppi inerenti l’altro reato contestato, ovvero il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Invece il reato di naufragio, poi, non è stato contestato a dispetto di quanto annunciato dai giornali.

Dopo la diffusione della mancata convalida dell’arresto, in rete si sono scatenati i soliti post-bufale carichi di odio e di esagerazioni.

Il Ministro Salvini avrebbe commentato: “cosa bisogna fare per andare in galera?”

In rete sono comparsi numerosi posts deliranti: visto che la Rackete non è stata arrestata, allora sarebbe anche possibile caricare migranti su un auto e forzare un posto di blocco impunemente.

E’ appena il caso di avvisare che in sede penale, ogni fatto è valutato nelle sue specifiche circostanze e pertanto non si potrà mai paragonare la condotta di chi forza un posto di blocco con un auto carica di migranti, con quella di chi salva migranti in mare caricandoli sulla propria nave ed entra in un porto per ragioni di necessità.

A tal proposito, come non richiamare l’attenzione sulla vigenza delle leggi internazionali in tema di navigazione marittima – tra cui il trattato SAR (la Convenzione internazionale sulla ricerca ed il salvataggio marittimo di cui l’Italia è firmataria) tanto per fare un esempio – che impongono di salvare vite in mare.

Tali norme prevalgono sulle leggi nazionali interne, quindi anche sul Decreto Sicurezza Salvini. Lo stabilisce la nostra Costituzione art. 117.

David Sassoli: un Europarlamentare PD alla Presidenza del Parlamento Europeo


Oggi, 3 luglio 2019, David Sassoli, europarlamentare giunto alla terza legislatura europea e già tra i Vicepresidenti del Parlamento nella passata legislatura, è stato eletto alle seconde votazioni – con 345 voti a favore sui 332 richiesti – Presidente del Parlamento Europeo, che egli ha definito come “la casa della democrazia europea”.

L’Unione Europea non è un “incidente della storia”, ma l’antidoto più efficace al nazionalismo e alle tragedie storiche che esso ha prodotto: così ha affermato nel suo discorso di insediamento, individuando nella riforma del Regolamento di Dublino sui flussi dei migranti il primo compito all’ordine del giorno del Parlamento.

Oltre che dal Partito Socialista Europeo, la candidatura di Sassoli, che prima di giungere all’attività politica nel 2009 era stato giornalista a “Il Giorno” e poi alla RAI fino a divenire Vicedirettore del TG 1, è stata sostenuta dal Partito Popolare Europeo, che non ha presentato propri candidati. Nonostante gli immediati commenti negativi di Salvini e la freddezza di Di Maio e nonostante l’astensione di Forza Italia che, come è noto, è membro del PPE, la Camera dei Deputati italiana ha accolto con un forte applauso la nomina di Sassoli, al quale spetterà un compito non facile, già al prossimo compito che dovrà affrontare il Parlamento nel confermare alla Presidenza della Commissione la candidata designata dai Governi, Ursula von der Leyen, attualmente Ministro della Difesa della Repubblica Federale di Germania. In ogni caso, nonostante i complessi equilibri definiti dalle ultime elezioni europee, le istituzioni europee sembrano essere pronte a riprendere tempestivamente il loro cammino e ad affrontare i non facili compiti che le attendono.

Per il piccolo Circolo PD di Karlsruhe, la vicinanza a Strasburgo, sede del Parlamento Europeo, e la nomina di un europarlamentare PD alla Presidenza del Parlamento Europeo ci fanno sentire ancor più l’Europa come “nostra casa”, alla quale abbiamo sempre cercato di arrecare il nostro convinto contributo.

L’augurio è inoltre che tutto ciò possa avere conseguenze positive per la stessa situazione politica italiana, e anche in questo caso l’avvenuta scarcerazione di Carola Rakete è un’indicazione positiva.

Da Karlsruhe a Lampedusa

Come è noto, da più di dieci giorni una nave dell’Organizzazione umanitaria – tedesca – Sea Watch, capitanata da Carola Rackete, cittadina tedesca, navigava con 42 profughi a bordo e dall’altro ieri si trovava a un miglio dal porto di Lampedusa.

Le autorità marittime italiane, su impulso e richiesta del Ministro dell’interno Salvini, avevano intimato il divieto di accedere al porto e alla terra ferma.

Una delegazione di parlamentari italiani – Graziano Delrio, capogruppo del PD alla Camera, Riccardo Orfini e Davide Faraoni (sempre PD), insieme a Nicola Fratoianni e Riccardo Magi – hanno trascorso la notte sulla nave. “Non è questo il momento di discutere di politiche di immigrazione, ma noi rimarremo qui fino a quando questo inutile accanimento contro 40 persone non verrà terminato e verrà ristabilita un po’ di umanità” – ha affermato Delrio.

Da giovedì 27 alla delegazione si era aggiunta anche la Presidente del Circolo PD di Karlsruhe e Parlamentare italiana, on.le Angela Schirò.

Insieme a Lei, vi era tra l’altro, l’on. Massimo Ungaro del PD Londra, per seguire da vicino ogni sviluppo della vicenda.

Anche il nuovo Eurodeputato Pietro Bartolo, per molti anni medico a Lampedusa, si era messo in viaggio per Lampedusa e deve darsi atto di numerose iniziative a sostegno della Sea Watch in numerose città italiane.

L’attesa per una soluzione della situazione è stata molto forte.

Rivolgiamo quindi la nostra gratitudine ad Angela, che con il suo impegno in prima persona, ha potuto fornirci una testimonianza diretta e un contributo alla soluzione di questa drammatica vicenda, tanto più che essa riguarda da vicino i rapporti tra Italia e Germania e naturalmente la politica italiana e europea.

Il nostro impegno resta quindi quello di attivarci, perché anche a Karlsruhe la situazione sia seguita con la massima attenzione anche con riferimento alle vicende giudiziarie che vedranno coinvolta il capitano della Sea Watch, Carola Rackete, alla quale manifestiamo la nostra gratitudine.